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Happy Birthday Alex!

Nasceva oggi 55 anni fa (Fernie – Columbia Britannica, 27 agosto 1953) Alexander Zivojinovich per tutti Alex Lifeson (il suo cognome di origini slave tradotto significa “figlio della vita”) uno dei più grandi chitarristi del mondo insieme a Geddy Lee e Neil Peart componente della Prog Rock Band dei Rush.
Nato in Canada ma di origini serbe è proprietario di una piccola azienda che progetta e produce articoli di consumo (The Omega Concern) inoltre come Chef e appassionato di cucina ha un ristorante a Toronto The Orbit Room.
Da sempre nei Rush nel 1996, come Geddy Lee nel 2000, ha realizzato un album solista Victor che lo porta a vincere uno Juno Award.
Alex è sposato con Charlene ed ha due figli Justin (con il padre nella prima a foto a sinistra in basso) ed Adrian.
Principali influenze musicali Jimmy Page, Eric Clapton, John Mayall e Jeff Beck.
GEDDY LEE

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata al mio amato strumento e a chi di esso ne è maestro. Il primo in assoluto non poteva non essere che lui il top dei top il migliore in assoluto: Geddy Lee.
Gary Lee Weinrib, nasce il 29 luglio 1953 a Willowdale (Toronto) figlio di genitori polacchi scampati ad un campo di concentramento il nome Geddy è dovuto alla forte pronuncia dialettale con il quale lo chiamava sua madre da piccolo. Entra nel gruppo, che poi diventerà Rush, nel 1968 chiamato dal suo grandissimo amico Alex Lifeson (chitarra) per sostituire Jeff Jones (bassista cantante) con loro John Rutsey (scomparso recentemente, batteria). Bassista cantante di enorme potenziale tecnico pluri-premiato per la sua tecnica sopraffina (6 volte per Guitar Player Magazine quale miglior bassista rock) insieme allo stesso Alex e Neil Peart (subentrato a Rutsey dopo il primo album) ha fatto dei Rush uno dei migliori progressive-rock group di sempre tanto è vero che assieme a loro è stato Ufficiale dell’Order of Canada nel 1996, primo gruppo rock ad essere insignito di questo onore. E’ un grande appassionato di baseball e tifosissimo dei Blue Jays di Toronto è sposato dal 1976 con Nancy Young ed è padre di due figli, Julian(presente nel video dei Rush “Distant Earling Warning“) e Kyla Avril ed insieme vivono nei dintorni di Toronto. Inspiratore di numerosi bassisti (Steve Harris degli Iron Maiden, Les Claypool dei Primus, John Myung dei Dream Theater e molti altri) è a sua volta stato influenzato da John Entwistle, Chris Squire e Jack Bruce.
Da sempre componente dei Rush insieme a Neil ed Alex ha nel 2000 realizzato un lavoro come solista “My Favorite Headache” è autore e compositore con Lifeson dei brani del gruppo mentre Peart ne è l’autore dei testi.
Questa la sua gear list (dal sito Rush.com):
1 Fender Jazz Bass circa 1972
2 Fender Jazz Basses circa 1996 (Custom Shop)
1 Fender Geddy Lee Model Jazz Bass
1 Fender Jaco Pastorius Jazz Bass Fretted
1 Fender Jaco Pastorius Jazz Bass Fretless
2 Avalon U5 Tube Direct Boxes
2 SansAmp R.P.M. Bass preamps by Tech 21
2 Palmer PDI 05 Speaker Simulators
Trace Elliot Quatra-VR power amps
Sampson UR-5D Wireless
E infine il mitico “The Henhouse” bass ampli “girarrosto”.
Per saperne di più:
www.rush.com (sito ufficiale dei Rush)
www.limborush.it (sito italiano super e ricco di info)
www.2112.net/powerwindows/index.html (sito sempre sui Rush in lingua inglese)
I RUSH: I tre che hanno cambiato la mia musica!
Nel 2004, e precisamente settembre al Mazda Palace di Milano, musicalmente parlando coronai il sogno di tutta una vita: vedere sentire dal vivo i RUSH. Era il 1981 e stavo assolvendo i miei obblighi di leva a Mantova (una tra le tante che ho girato in quell’anno, ma questa è un’altra storia) e un mio compagno d’armi metallaro fuso mi disse: “Marco questi ti dovrebbero piacere, ascoltali” e mi diede una musicassetta. Il disco era “Moving Pitcure” e il brano “Tom Sawyer“, in quel preciso momento tutta la musica e i musicisti che avevo sentito fino ad ora mi sembrarono dilettanti! Ma la cosa più incredibile è che nello stesso periodo mi arriva una cartolina dal mio amico del cuore Eliseo (Mozzicafreddo, chitarrista degli Era): “Marco ho conosciuto una band strepitosa i Rush” ed anche lui aveva ascoltato “Moving Picture“.
Così cambiò radicalmente la nostra musica ed il modo di suonare e ci si aprì un orizzonte completamente nuovo. Grazie a Geddy Lee ho scoperto come si suona veramente il basso e vedere la sua naturalezza nel fare giri da paura e cantare sopra come se stesse bevendo un caffè o scrivere un cruciverba, leggere le liriche di Neil Peart era come stare all’Università tanto sono profondi i suoi testi e sentirlo alla batteria ti fa disconoscere tutti gli altri drummer ed infine che dire di Alex Lifeson accordi che per farli ti si divide la mano perchè una non basta e riff semplicemente grandiosi ma nello stesso tempo puliti e perfetti.
Questi sono i Rush (anche se per parlare di loro non basterebbe un sito di 1000 pagine!) ed io il 23 ottobre dello scorso hanno purtroppo me li sono persi! (a causa del mio orecchio destro a metà servizio). A tutti i neo musicisti, a chi fa musica o a chi vorrebbe farla: ascoltateli perchè se saprete fare la loro musica il resto vi sembrerà come suonare il liscio. Un esempio è sotto i miei occhi dove vivo ora ci sono due ragazzi fantastici Marco ed Emanuele, rispettivamente batteria e basso e dovreste sentire come suonano! Naturalmente fanno i Rush alla perfezione, grandi!!
Alla prossima puntata…
Un grazie al mio amico Giacomo che ha postato il video su Youtube e che con Eliseo e molti altri (tranne me come già sapete purtroppo) il 23 ottobre erano al Datch Forum di Milano.
Intro del Concerto “Snakes and Arrows Tour 2007″
ERA – The Age of Control
Erano gli anni belli dei sogni, delle illusioni, una visione immaginaria in un mondo tutto nostro, anni in cui si credeva di poter fare di tutto e di più e che forse con poco si poteva diventare qualcuno. Mitizzati dai nostri eroi si sperava di diventare magari un nuovo Geddy Lee o David Bowie. Ci chiamavano i nuovi Rush di Macerata il nostro infatti era un gruppo del tutto simile al trio canadese.
Marco Pallotto (basso, tastiere e voce), Eliseo Mozzicafreddo (chitarra e pedal bass) e Claudio Maurizi (batteria e percussioni) la nostra musica si inseriva in quel filone tanto caro ai nostri ideali (progressive-rock). Correva l’anno 1986 e ci balenò l’idea malsana di fare un LP, materiale ne avevamo parecchio e il disco ci sarebbe servito per introdurci presso talent scout e produttori.
L’album si intitolava: The Age of Control ed al suo interno aveva 8 brani che spaziavano dal melodico di “Summer Memories”, al rock americano di “Wings in the wind” fino al più enigmatico “The Age of control”. Il lavoro fu ben accolto dalle radio locali, ci definirono una ottima band con preparazione strumentale molto buona (recensione Ciao 2001 e Metal Rock) ma avemmo la sfortuna di capitare sotto uno dei tanti pseudo produttori che giravano allora e non proseguimmo la ricerca sfiduciati e demoralizzati. Avevamo un buon prodotto ma non eravamo nel posto giusto e forse sarebbe stato meglio provare con paesi diversi (Germania, Inghilterra, etc) e questo il tema principale: forse….
Resta comunque il ricordo di un periodo bellissimo fatto appunto di sogni e illusioni che a più di 20 anni di distanza lascia un groppo in gola e ti fa arrossare gli occhi ma se le note del disco servono ancor di più a rivivere quei momenti il disco stesso non ce li farà mai dimenticare!
Marco Pallotto
The Age of Control LP 33 ,Autoprodotto 1987
Musica di Eliseo Mozzicafreddo, parole Marco Pallotto
Registrato e mixato al Koala Recording Stiudio di Senigallia (An)
Album painting: Franca Pippa – Photo: Livio Fantozzi – Cover Concept: Era
Songlist:
A man against others, The Age of control, Wings in the wind, Summer Memories, A Chinese recall, A magic without time, Submerged world, Sunday Monday.
















